Per anni i miei compagni di classe mi hanno preso in giro per la mia voglia, e all’ultimo anno di liceo mi ero rassegnata all’idea che nessun ragazzo mi avrebbe mai invitata al ballo. Poi il ragazzo più popolare della scuola mi ha preso la mano e ha cambiato tutto. Ma quando la polizia è entrata in palestra cercandolo, il mio mondo è andato in frantumi.
I corridoi del mio liceo mi sembravano sempre più lunghi quando li percorrevo.
Tenevo gli occhi fissi a terra, i capelli scuri pettinati in avanti a coprirmi il lato sinistro del viso, dove la voglia si estendeva sulla guancia come la mappa di un paese che nessuno voleva visitare.
A diciassette anni, avevo perfezionato l’arte di diventare invisibile.
Tornai a casa, nel piccolo appartamento che condividevo con la mamma. La mamma faceva due lavori e quasi tutte le sere sentivo la porta d’ingresso aprirsi con un clic ben oltre la mezzanotte.
Avevo perfezionato l’arte di diventare invisibile.
Quel martedì era a casa per cena, cosa rara. Mi mise davanti un piatto di spaghetti e si sedette con un sospiro.
“Hannah, tesoro, hai a malapena toccato il cibo.”
“Non ho fame, mamma.”
Mi scrutò il viso come solo le madri sanno fare. “Si torna a scuola?”
Ho fatto spallucce. “Oggi hanno appeso i manifesti per il ballo di fine anno. Brittany distribuiva i biglietti come se fosse la padrona di casa.”